Dieta Anti-aging

Una dieta anti-aging è completamente differente da una dieta dimagrante. L’elemento comune alle due diete è dato dalla restrizione calorica volta alla riduzione o al controllo del peso corporeo, che è un fattore importante se si vuole perseguire l’obbiettivo di rallentare l’invecchiamento e di invecchiare in salute.

La dieta anti-aging però non è solo restrizione calorica perché le calorie sono solo uno dei parametri su cui si basa un’alimentazione finalizzata a contrastare l’invecchiamento fisico e mentale. Fondamentale quindi modulare i nutrienti al fine di ottenere altri traguardi:

  • modificare la composizione corporea riequilibrando il rapporto tra massa grassa e massa magra, a favore di quest’ultima. Un incremento della massa magra aumenta la capacità dell’organismo di consumare le calorie, così come accade nelle persone giovani; ma non solo, l’incremento della massa magra e una parallela riduzione della massa grassa, mantiene o incrementa in modo ottimale la produzione e i livelli degli ormoni e delle sostanze bioumorali chiave dell’invecchiamento (GH, IGF-1, insulina, glucagone, cortisolo, Dhea).
  • evitare l’insorgenza del processo infiammatorio di basso grado, che è un killer silenzioso e nel tempo logora vari tessuti, organi ed apparati. Infatti, secondo i più recenti studi, almeno sette delle dieci principali cause di morte sono dovute ad uno stato di infiammazione cronica di basso livello (chronic low-level inflammation): infarto, cancro, bronchiti croniche, ictus, Alzheimer, diabete e nefrite. Una corretta quantità di omega 3 apportati con la dieta riesce a controllare lo stimolo infiammatorio sostenuto dagli acidi grassi omega 6. Inoltre è ormai noto il ruolo pro infiammatorio svolto all’interno dell’organismo dagli acidi grassi idrogenati e trans che sono in grado di ledere sensibilmente le membrane cellulari determinando un danneggiamento strutturale e funzionale dei tessuti e degli organi.
  • proteggere dai danni ossidativi (stress ossidativo) le cellule ed il loro DNA, proteggendo in tal modo le potenzialità relative alla propria espressione genetica; la maggior parte delle mutazioni genetiche a carico del nostro DNA sono strettamente causate dallo Stress Ossidativo. Un eccesso di radicali liberi non solo danneggia il nostro patrimonio genetico ma gioca un ruolo importante nell’invecchiamento precoce, nell’insorgenza dei tumori e di numerose altre patologie. Questo eccesso di radicali liberi porta allo stress ossidativo. Il principale bersaglio dei radicali liberi è rappresentato dai lipidi delle membrane cellulari, che possono essere danneggiate fino a compromettere la sopravvivenza stessa della cellula. Altro bersaglio cruciale d’attacco da parte dei radicali liberi è costituito dalle proteine e dagli acidi nucleici. L’alterazione delle strutture proteiche porta allo sconvolgimento funzionale di molti sistemi enzimatici, e un danneggiamento del DNA e del RNA prefigura modificazioni genetiche che potrebbero essere alla base dei meccanismi di insorgenza del cancro e dell’invecchiamento cellulare.

 

Linee guida per un’alimentazione anti-aging:

Assumere una quantità inferiore di cibo (indicativamente per la popolazione italiana circa il 20%/die) e modulare l’apporto percentuale dei macronutrienti.

Spezzettare l’alimentazione in piccoli pasti: data la fisiologica riduzione dell’eubiosi intestinale col passare degli anni, oltre al vantaggio sull’omeostasi glicemica si ottiene anche un miglior assorbimento dei micronutrienti.

Assumere carboidrati a basso indice glicemico che aiutano a ridurre l’insulina e a aumentare i livelli di glucagone, privilegiandone l’assunzione nelle prime fasce orarie della giornata, evitando assolutamente un abbondante apporto glucidico a cena.

Aumentare l’apporto dei protidi, in particolare di fonte vegetale, così da favorire la produzione degli ormoni dell’invecchiamento, in particolare del HGH, da cui il consiglio di un pasto più fortemente protidico a cena.

 

Bere moderatamente durante i pasti e più abbondantemente fuori pasto, soprattutto al mattino e alla sera; inoltre ridurre drasticamente l’apporto di acqua e bibite gassate durante i pasti, evitando un’eccessiva acidificazione dei fluidi intracellulari, che è causa diretta della riduzione dell’efficienza funzionale cellulare.

Far precedere l’assunzione delle proteine a quella dei carboidrati, così da massimizzare l’azione del glucagone.

Controllare l’apporto di bevande alcooliche, contenendolo in un bicchiere di vino a pasto, privilegiando quello rosso, che vede una maggior presenza di tannini, catechine e antiossidanti.

Consumare sostanze antiossidanti.

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